Unioni Civili - Convivenze di fatto

Convivenze di fatto e Unioni civili

La legge 76/2016 è già efficace dal 5 giugno per la parte dedicata alle Convivenze di fatto, mentre, per le Unioni civili, per poter dare una prima applicazione concreta, sono stati emanati un Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri e un decreto del Ministro dell'Interno sulle procedure applicative dello Stato Civile, in vigore dal 29 luglio 2016.
Queste norme temporanee  dovranno essere seguite entro il 5 dicembre prossimo  da uno o più decreti legislativi che armonizzeranno tutta la legislazione nazionale per consentirne l'applicazione anche alle Unioni civili

 

 UNIONE CIVILE E CONVIVENZA DI FATTO

Il 5 giugno 2016 è entrata in vigore la Legge 20 maggio 2016, n. 76, "Regolamentazione delle unioni civili tra persone dello stesso sesso e disciplina delle convivenze", pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale – Serie generale – n. 118 del 21 maggio 2016.

Si tratta di una norma importante che regola due istituti sociali distinti – Le Unioni civili e le Convivenze di fatto - riguardanti rispettivamente le unioni tra persone dello stesso sesso il primo (commi da 1 a 35)  ed i rapporti affettivi tra persone dello stesso sesso o di sessi diversi (commi da 36 a 65).

L'Unione civile, definita dalla legge come una "specifica formazione sociale ai sensi degli articoli 2 e 3 della Costituzione, può essere costituita da due persone maggiorenni, dello stesso sesso, mediante una dichiarazione di fronte all'Ufficiale di Stato Civile alla presenza di due testimoni"; impediscono l'unione civile l'esistenza di rapporti di parentela, affinità, adozione, matrimonio o altra unione civile e gli impedimenti già previsti per il matrimonio dal codice civile.  La competenza è dell'Ufficio di Stato civile, che iscrive, registra, annota e certifica le dichiarazioni relative all'Unione civile.

La Convivenza di fatto, invece, è definita come il rapporto tra "due persone maggiorenni (ndr. dello stesso sesso o di sessi diversi) unite stabilmente da legami affettivi di coppia e di reciproca assistenza morale e materiale, non vincolate da rapporti di parentela, affinità o adozione, da matrimonio o da un’unione civile"; la stabile convivenza, dice la legge, viene accertata verificando l'iscrizione i anagrafe nello stesso stato di famiglia . La competenza è dell'Anagrafe, che deve anche registrare e certificare  l'eventuale "contratto di convivenza" stipulato dalle parti presso un notaio o avvocato. La legge non ne parla, ma è opportuno che le coppie interessate, in occasione della iscrizione anagrafica, dichiarino, se ricorre il caso,  di costituire una convivenza di fatto, anche al fine di opponibilità ai terzi della Convivenza di fatto senza la necessità di dover, in seguito adire le vie giudiziarie per ottenerne l'eventuale riconoscimento.

La legge 76/2016 è già efficace e produttiva di effetti dal 5 giugno 2016 per la parte dedicata alle Convivenze di fatto, mentre, per poter dare una prima applicazione concreta alle Unioni civili, sono stati emanati un Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri e un decreto del Ministro dell'Interno sulle procedure applicative dello Stato Civile, in vigore dal 29 luglio 2016.
Queste norme temporanee dovranno essere seguite entro il 5 dicembre prossimo da uno o più decreti legislativi che armonizzeranno tutta la legislazione nazionale per consentirne l'applicazione anche alle Unioni civili.

Entrambe le nuove formazioni sociali attribuiscono alle parti che le costituiscono diritti  e doveri reciproci e nei confronti della società in generale.
Trattandosi di formazioni sociali nuove, il cui riconoscimento genererà molti cambiamenti, è opportuno che ne venga approfondita la conoscenza dagli interessati (sia coloro che vorranno utilizzare le nuove possibilità o gli uffici pubblici e privati che dovranno riconoscerle e applicarle)  attraverso la lettura della legge e delle disposizioni applicative che interverrano; è naturale infatti aspettarsi un periodo di adattamento delle modalità applicative in seguito agli aggiustamenti che, come sempre in presenza di novità così rilevanti, il legislatore, la dottrina e la giurisprudenza suggeriranno.

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