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Tel 0525-96796
Mail uit@comune.borgo-val-di-taro.pr.it

 
 
Itinerario turistico del centro storico

 

CENTRO STORICO

 Così come i famosi funghi porcini di Borgotaro si nascondono fra il fogliame d’autunno, anche le opere d’arte di questa zona sono un po’ celate, ma meritevoli di essere scoperte.

E così vi proponiamo, a mo’ di guida, un piccolo elenco delle tappe più interessanti che un turista    ( ma anche ogni borgotarese) dovrebbe conoscere nel centro storico.

 

PIAZZA XI FEBBRAIO-I RESTI DEL CASTELLO

 Castello aveva, fino a non molto tempo fa, un bel castello, che via via col tempo e col disuso iniziò a scomparire.

Quel che ci resta, dal periodo della seconda guerra mondiale, è parte della muratura, in coicidenza con l’oratorio della chiesa di S.Antonino e del retrostante Museo delle Mura.

Una torre posta all’ingresso, è stata invece riportata alla luce da pochi anni, ed ora aiuta visivamente a comprendere l’immagine che fu del castello di Borgotaro.

Ci restano anche alcune interessanti descrizioni, come per esempio quella del castello ai tempi dei Fieschi: “Era cinto di assai bella muraria, con rivellino e fossa ed aveva numero di torri attorno in modo che per battaglia non aveva da temere un mediocre esercito ed avrebbe rovesciato per molti giorni ogni impeto.”

 

 

PIAZZA XI FEBBRAIO- CHIESA DI S.ANTONINO

 La prima pietra della chiesa di S.Antonino venne posta il 30 marzo 1226, ed aveva tre navate suddivise da due colonne e tre absidi.

Nel 1500 si pose il problema di ricostruire l’edificio, forse a fronte della crescente popolazione, ma di fatto la nuova chiesa venne consacrata, dopo un lungo periodo di degrado, nel 1667.

La struttura attuale si presenta a forma di croce latina, e la facciata è stata rifatta recentamente, nel 1925, in occasione del primo congresso Eucaristico Valtarese, sopraelevata sal livello stradale.

Al suo interno, si possono ammirare opere di grande valore, in primis l’organo, un Serassi del XIII secolo.

Fra i numerosi dipinti, c’è da notare l’Annunciazione, collocata nel presbiterio, e da sempre considerata una delle più belle tele di Borgotaro, risalente alla seconda metà del ‘600.

Di profonda impronta barocca è invece l’altare del Crocifisso,  in legno dorato e ricco di ornamenti, realizzato fra ‘600 e ‘700 da Lorenzo Aili.

 

PIAZZA XI FEBBRAIO- PALAZZO TARDIANI

L’edificio dell’ex ospedale vecchio si trova all’interno dell’antica cerchia delle mura, ora abbattute, in piazza XI Febbraio.

Ci sono dubbi sulla correttezza dell’ormai convenzionale denominazione di “Palazzo Tardiani”, ma è certo che questo palazzo, molto bello, ha rivestito, come accade ancora oggi, una funzione importante per il paese.

L’ospedale, gestito dalla Confraternita dei Disciplinati, rimase attivo fino alla prima metà dle 1900, quando fu venduto alla Parrocchia di S.Antonino, ed il ricavato andò alla costruzione del nuovo ospedale.

Dopo decenni di relativo abbandono, il palazzo è stato acquistato dalla Comunità Montana delle Valli del Taro e del Ceno, che da poco tempo ha terminato i lavori di restauro e ne ha fatto la sua sede.

 

VIA NAZIONALE- MUNICIPIO

 Appartenuto alla famiglia dei marchesi Manara, il palazzo detto del Pretorio è ora sede municipale, con un bel loggiato al terreno e costruito sui ruderi di un precedente palazzo medievale.

Al piano terreno, si trova ora la sede della polizia municipale e la biblioteca del Pio Istituto Manara.

 

VIA NAZIONALE- PALAZZO BOVERI

 All’incrocio fra via Nazionale e via S.Domenico, si colloca questo edificio dal grande valore storico.

Fu infatti questo palazzo ad ospitare Elisabetta Farnese, Regina di Spagna, durante la sua sosta del settembre 1714.Proprio in questa occasione, il palazzo fu decorato da numerosi fregi a stucco ancora conservati, in cui sono visibili gli stemmi di Borgotaro, con accanto quelli dei Borbone e dei Farnese, e più in piccolo quelli delle famiglie che contribuirono, come i Picenardi e i Boveri.

L’interno purtoppo non ha conservato molto delle ricchezze che un tempo dovettero decorare le stanza, tranne un antico camino, uno stucco sulle scale ed una serie di 4 ovali rappresentanti le stagioni, settecenteschi, a piano terra, dove attualmente i locali sono adibiti ad esercizio commerciale.

 

PIAZZA SQUERI- CHIESA DI SAN DOMENICO

 La costruzione della chiesa e dell’attiguo convento risalgono circa alla fine del XV secolo, anche se mancano notizie storiche fino agli inizi del 1800.

Fu restaurata nel 1674 e poi ancora poco prima della seconda guerra mondiale e molte famiglie gentilizie di Borgo val di Taro qui avevano i sepolcri di famiglia.

Il portale principale è sormontato dallo stemma dei Boveri e reca la data 1674.La chiesa è a tre navate in pietra ed archi gotici.Al suo interno, fra le varie opere di grande pregio, sono da notare la tela della “Strage degli innocenti”, attribuito ad una bottega genovese.Il dipinto si trova indieme al suo pendant, “Il passaggio del Mar Rosso”, ed entrambi rievocano in molti tratti lo stile di Giuseppe Mria Crespi.

Di grande valore artistico anche la bellissima statua della Madonna del Rosario, del XVI secolo, in legno intagliato e dorato, che poi ogni anno viene portata in processione in occasione della celebrazione della Madonna del Rosario.

 

VIALE BOTTEGO-MONUMENTO A ELISABETTA FARNESE

 Il monumento, dedicato alla Regina Elisabetta di Spagna in occasione del suo passaggio a Borgo val di Taro nel 1714, era un tempo situato nella piazza del castello, mentre ora si trova in un giardino pubblico in piazza Duca D’Aosta,  accando a piazza Verdi.

Il monumento è costituito da una base rettangolare coronata da due volute, che sorreggono un grande medaglione raffigurante il ritratto di Elisabetta, in marmo bianco.

Sulla base, una lapide commemorativa ricorda quell’evento straordinario.

 

VIA BATTISTI- MUSEO DELLE MURA

Il Museo dell Mura, sede di eventi e mostre oltre che dell’Ufficio Turistico di Borgo val di Taro, è costituito da tre piani, più un locale sotterraneo.

L’edificio è indicato, dai primi anni del ‘700, come proprietà dei Marchesi Manara, e poi ancora del Pio Istituto omonimo, mentre ora è proprietà comunale.

Dal 1893 l’intero edificio fu sede di un asilo, gestito dalla suore Vincenziane.

I lavori di restauro sono terminati nel 1994, e da quel momento il Museo funge da polo culturale e centro di promozione del territorio comunale.

 

PIAZZA FARNESE- ARCO BERTUCCI

Della famiglia Bertucci, a cui risale anche il grande palazzo che si trova all’entrata del centro storico, accanto alla salita Nazario Sauto, è da far risalire anche l’imponente arco di piazza Farnese, che riporta l’iscrizione “Doctor Alexander Primo Bertuccius Anno Christi Ortus Posuit Sept. Post Saela Dece”.

 

 

 

 

 

 


Data di creazione: 13/08/2006
Data di modifica: 16/03/2016
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