Il Territorio Libero della Valle del Taro
Giugno 1944, mese glorioso per la Resistenza delle alte Valli del Taro e Ceno. Sotto l’incalzante pressione delle formazioni partigiane, ad uno ad uno, dopo scontri sanguinosi, vengono eliminati tutti i presidi nazifascisti di questo territorio ed i Comuni in esso compresi vengono retti da Amministrazioni democratiche.
Viene persino pubblicato un giornale, “La Nuova Italia”, forse il primo dell’Italia occupata. Ma questo meraviglioso sogno durerà poco più di un mese.
Per la Repubblica di Salò e per le forze di occupazione tedesche, la situazione venutasi a creare in queste valli era intollerabile, sia sotto l’aspetto politico che militare. Impraticabili erano le vie di comunicazione che lo attraversavano, con la statale della Cisa sempre più soggetta agli attacchi partigiani.
E all’alba del 15 luglio iniziò un tremendo rastrellamento. Furono giorni di martirio per le formazioni partigiane e per la popolazione inerme che, nonostante la tragica emergenza, mai abbandonò e né tradì i suoi partigiani.
La medaglia d’oro concessa dalla Patria rappresenta un meritato riconoscimento ed un motivo d’orgoglio per tutti i Resistenti e per la gente di tutto il territorio.